APERTURE

Opere di Pinuccia Bernardoni
A cura di Silvia Evangelisti e Giovanni Gardini
20 novembre – 11 gennaio

Inaugura giovedì 20 novembre alle ore 18.00 al Museo Lercaro Aperture, una personale di Pinuccia Bernardoni a cura di Silvia Evangelisti e Giovanni Gardini. 

La mostra, ultimo progetto dell’Osservatorio sull’arte 2025, vuole essere un omaggio alla carriera di Pinuccia Bernardoni, artista toscana da anni residente a Bologna, una delle personalità più coerenti e insieme più mutevoli del panorama artistico italiano. La sua ricerca, infatti, ha conosciuto sviluppi significativi, mantenendo intatta la forza poetica che da sempre la contraddistingue. A tale coerenza e profondità poetica è dedicata questa mostra, che restituisce per exempla un percorso lungo più di quarant’anni, segnato da trasformazioni materiali e concettuali. 

Esemplari sono le due installazioni che idealmente aprono e chiudono la mostra. La prima, Sindoni 2018 – 2019, è formata da 21 opere che invadono la parete e apre allo spazio «come due braccia accoglienti agli occhi di chi la guarda, seduttiva e misteriosa forma, pronta a modificarsi in relazione al luogo e al numero di impronte di cui sarà composta», scrive l’artista in un denso testo dedicato a questa opera. «È forse il momento più felice che ho incontrato sulla mia strada fino a oggi – prosegue Bernardoni -, anche se il titolo conferitogli pare negarlo. Della Sindone ha solo la magia della traccia, là sulla Sindone a testimonianza di un corpo su cui è stata fatta violenza, qui esercito una grammatica in un tripudio tra colori e segni simbolici solo di sé stessi, che spesso contengono un “cuore”, un nocciolo morbido, dove l’impronta primaria lascia spazio ad altro. Torna quell’incognita lasciata libera all’accadere delle materie che contaminandosi ha caratterizzato tutto il mio lavoro, testimoni di un incanto consapevolmente e inconsapevolmente cercato e atteso». 

La parete di fondo della sala dell’Osservatorio sull’arte è dominata dalla misteriosa e affascinante Autobiografia in rosso del 2017 – 2018, costituita da dieci grandi pannelli monocromi rossi, che lasciano trasparire segrete forme naturali, foglie ancora ma quasi larve in un poetico equilibrio tra figura e astrazione.

«È forse – scrive l’artista – l’opera in cui il soggetto foglia, mutando senso, forma e significato, dopo aver attraversato un lungo arco di tempo, dal 1992 ad oggi, raggiunge il momento in cui astrazione e figura raggiungono coniugandosi il punto più alto, esprimendosi attraverso la variazione monocromatica di un unico colore: il rosso. Un segno partito da lontano, “scolpisce” la foglia attraverso una ostinata punzonatura, che dà corpo al disegno, facendolo apparire un bassorilievo, accentuato dal rapporto positivo – negativo». 

In occasione della mostra saranno esposti anche alcuni libri d’artista di Pinuccia Bernardoni.