Il Museo Lercaro sorprende sempre: per la qualità delle opere esposte e per l’ampiezza dei temi trattati.
La sua collezione nasce da un’intuizione del cardinale Giacomo Lercaro: formare i giovani, la loro capacità di osservazione, lo sviluppo del pensiero critico e la sensibilità attraverso l’arte.
Oggi la Fondazione Museo d’Arte Cardinale Giacomo Lercaro porta avanti questo pensiero cercando di svilupparlo nel presente. Per questo, nella convinzione che il museo sia un luogo di incontro in cui diventa possibile sviluppare nuove competenze, rispondere a bisogni di socialità e condividere idee e percezioni, il Museo offre una proposta educativa diversificata rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private.

Approccio pedagogico e metodologia di svolgimento
L’esperienza dell’arte richiede un rapporto personale con l’opera e gli ambienti del museo, mai neutri, permettono di accompagnare questo incontro con tutta l’eccezionalità che merita.
La modalità di svolgimento più utile alla trasformazione di questo momento in un’esperienza sensoriale e cognitiva completa prevede, quindi, la presenza fisica della classe in museo.
Sotto il profilo pedagogico, il fondamento su cui si basa tutta la progettazione deriva da un’integrazione della visione fenomenologica di Husserl con quella pragmatista di Dewey, complementari l’una all’altra rispetto al tema del “fare esperienza dell’arte”. Se per il primo questa è legata a un movimento della coscienza che, entrando in rapporto con l’opera attraverso i sensi, coglie elementi di rispecchiamento e stabilisce così una connessione capace di incidere sulla costruzione dell’identità, il secondo pone l’accento sul coinvolgimento attivo e sul processo di sperimentazione diretta.
Per questa ragione tutti i percorsi prevedono due fasi:

  1. una iniziale, svolta direttamente in Museo e centrata sull’osservazione attiva delle opere prescelte;
  2. una successiva, a carattere laboratoriale e di rielaborazione creativa dei contenuti affrontati, svolta in specifici spazi al 1° piano del Museo.
    Ogni attività ha una durata complessiva di circa 120 minuti (2 ore), con possibilità di concordare tempistiche diverse in caso di esigenze specifiche.

Obiettivi didattici trasversali
Ogni percorso si concentra su una particolare tematica, proponendo il raggiungimento di obiettivi specifici legati a quel focus, ma comprende anche obiettivi comuni:

  • Stimolare la capacità di osservazione e le abilità logico-verbali impiegate nell’attività di argomentazione in misura adeguata all’età dei partecipanti;
  • Stimolare il pensiero analogico e creativo attraverso un’attività laboratoriale.

Costi, info e prenotazioni
L’ingresso al Museo è sempre gratuito.
Per le attività è richiesto un rimborso spese pari a 3,50 euro per partecipante.
La prenotazione è sempre obbligatoria: didattica@raccoltalercaro.it

TU ED IO: IL RITRATTO E L’AUTORITRATTO
Come è fatto il mio volto? E il tuo? Io ho gli occhi marroni, tu azzurri, i miei capelli sono ricci, i tuoi lisci… tutti abbiamo un solo naso e una sola bocca, ma diversi gli uni dagli altri. Osserviamoci attentamente: vedremo che pur nell’uguaglianza della composizione, i nostri volti sono unici e hanno caratteristiche irripetibili. Non solo, se siamo felici o arrabbiati, timidi o sfrontati le nostre espressioni cambiano e il viso si trasforma. All’inizio della visita potremo osservare il nostro volto e quello dei nostri compagni riflesso nel grande specchio progettato da Nanda Vigo per l’atrio del museo. Poi ci soffermeremo sulle opere di alcuni artisti che, nel corso della loro vita, hanno ritratto se stessi o altre persone.
Sulla tematica del ritratto e autoritratto la collezione permanente permette di lavorare sia su dipinti sia su sculture (in questo secondo caso è possibile effettuare anche un’esperienza di esplorazione tattile), a scelta dell’insegnante.

Laboratorio
Il laboratorio di rielaborazione personale può essere condotto utilizzando i colori (tempere/acquerelli), il collage oppure la creta, in relazione alle opere scelte.

Destinatari
– Scuole dell’infanzia
– Scuole primarie

Obiettivi specifici
– Prendere consapevolezza della propria immagine e, mettendola in relazione con quella degli altri, rilevare l’esistenza di differenze pur nella similitudine della fisicità, valorizzandole in termini positivi;
– Analizzare le forme, i colori e le emozioni connesse alle espressioni corporee.

IL PAESAGGIO E I SUOI COLORI
Come sono i colli bolognesi in una giornata invernale dopo una nevicata?
E il bosco in autunno? Può il sole d’estate essere talmente rovente da diventare rosso fuoco e sembrare più grande della terra?
Ilario Rossi, Pompilio Mandelli, Bruno Saetti, Norma Mascellani sono solo alcuni dei pittori che ci aiuteranno a capire come possono cambiare le forme e i colori di un paesaggio al trascorrere delle stagioni.

Laboratorio
Il laboratorio di rielaborazione personale può essere condotto utilizzando i colori (tempere/acquerelli/inchiostri/pastelli acquerellabili), il collage con veline colorate o tecniche miste realizzate impiegando materiali naturali (sale, muschio, corteccia…).

Destinatari
– Scuole dell’infanzia
– Scuole primarie

Obiettivi specifici
– Prendere consapevolezza dello scorrere del tempo e delle dinamiche della natura, individuandone gli elementi fondamentali;
– Riconoscere le forme, analizzare i colori e le emozioni trasmesse.

OGGI COME MI SENTO? DARE UN NOME ALLE EMOZIONI

Gioia, paura, rabbia… tutti noi ogni giorno sperimentiamo emozioni diverse. Provare emozioni è importantissimo perché permette al nostro carattere di esprimersi, di entrare in relazione con gli altri e, ogni volta, di conoscerci un po’ di più. Bisogna però imparare a riconoscerle e a dare loro il nome giusto… l’arte in questo ci può aiutare tantissimo! Il Museo Lercaro conserva diverse opere che permettono di lavorare su due diversi registri dell’espressione emotiva, a scelta dell’insegnante: le emozioni mostrate, considerando opere di ritrattistica che rendono esplicito lo stato d’animo attraverso l’espressione del volto, la mimica facciale e la postura del corpo; le emozioni evocate, considerando opere astratte o informali in cui l’emozione è comunicata attraverso il colore, le caratteristiche del segno o il tratto delle pennellate.
In entrambi i casi è possibile accompagnare l’osservazione delle opere con l’ascolto di brani musicali.

Laboratorio
Il laboratorio di rielaborazione personale può essere condotto utilizzando i colori (tempere/acquerelli/pastelli acquerellabili/pastelli a olio) e il collage.

Destinatari
– Scuole dell’infanzia
– Scuole primarie

Obiettivi specifici
– Analizzare forme e colori e connetterli ai diversi stati emotivi, compiendo, in misura adeguata all’età, un processo mentale di collegamento del pensiero logico a quello simbolico (astrazione);
– Imparare a riconoscere gli stati d’animo propri e altrui espressi attraverso il corpo e collegarli a una possibile manifestazione attraverso gli strumenti dell’arte.

TECNICHE E MATERIALI DELL’ARTE:
PITTURA / SCULTURA / GRAFICA

Ogni opera d’arte è realizzata con materiali precisi e attraverso tecniche specifiche. Sebbene a volte l’artista possa aprirsi alla sperimentazione, nella conduzione del suo lavoro nulla è mai lasciato al caso.
Ogni materiale ha una sua specificità fisica e ogni tecnica richiede passaggi imprescindibili.
Pittura, scultura e grafica sono le tre categorie artistiche più diffuse e a ognuna di esse abbiamo dedicato un preciso percorso, a scelta dell’insegnante: nell’ambito di ciascuna di queste macro-aree analizzeremo insieme le principali tecniche.

A scelta:
1° percorso: La pittura > su legno, tela e rame
2° percorso: La scultura > legno, marmo, bronzo, gesso e terracotta
3° percorso: La grafica > disegno, stampa, incisione

Laboratorio
Il laboratorio di rielaborazione creativa consisterà nella realizzazione di una propria opera a partire da una delle tecniche analizzate.

Destinatari
– Scuole secondarie di primo e secondo grado

Obiettivi specifici
– Prendere contatto con la matericità di un’opera d’arte, apprenderne le dinamiche di realizzazione e sperimentare potenzialità e criticità legate all’uso di determinati materiali.

FIGURAZIONE vs ASTRAZIONE

Nel corso del Novecento in ambito artistico si registrano due tendenze principali e opposte: da un lato la figurazione, cioè il fare arte mantenendo un legame evidente con le forme della realtà, dall’altro la volontà di portare quelle stesse forme verso l’astrazione per rappresentarne l’essenza, il concetto e non l’aspetto esteriore, formale. Figurazione e astrazione sono alla base di un lungo dibattito che, nel mondo dell’arte, si protrae fino ad anni relativamente vicini alla nostra contemporaneità, riemergendo ancora di tanto in tanto.
In museo osserveremo opere d’arte afferenti all’una e all’altra tendenza, creando un dibattito e un’arena di discussione e confronto.

Laboratorio
Nel laboratorio ciascuno potrà riflettere liberamente sui temi affrontati attraverso i materiali artistici a disposizione (tempere/acquerelli/pastelli/carte colorate).

Destinatari
– Scuole secondarie di primo e secondo grado

Obiettivi specifici
– Prendere coscienza dell’esistenza di modalità di pensiero differenti (razionale/simbolico; logico/analogico);
– Riflettere sulle diverse possibilità tecniche di realizzazione di un’opera e sugli esiti finali, con particolare riferimento ai due processi oggetto del percorso: riproposizione della realtà (figurazione) vs sintesi e sottrazione (astrazione);
– Riflettere sul significato dell’opera d’arte e sulle sue funzioni, sia in relazione all’individualità dell’artista sia rispetto alla dimensione sociale.

CON TATTO: ESPLORARE L’ARTE CON LE MANI
Per un museo inclusivo

La pittura, la scultura e tutte le arti che da queste discendono sono definite “arti visive”: presuppongono cioè una fruizione attraverso la vista, il senso che la maggior parte delle persone utilizza come guida prevalente.
Ma cosa succederebbe se provassimo a fare esperienza di un’opera d’arte attraverso il tatto? E se oltre a sfiorarne la superficie con i polpastrelli delle dita, provassimo anche ad avvicinare il naso o ad accostare l’orecchio?
Le opere possono parlare in tanti modi e, se agli occhi fisici raccontano la storia che le rappresenta, al tocco delle nostre mani e alle potenzialità dell’olfatto e dell’udito riservano lo svelamento di segreti che solo gli occhi della mente e del cuore possono cogliere. Sospendere per un momento il senso della vista può aiutare a potenziare altre capacità sensoriali normalmente meno utilizzate e, allo stesso tempo, a creare situazioni inclusive là dove vi siano disabilità visive o cognitive.

Visita e laboratorio
La visita in museo sarà condotta con un approccio di tipo sensoriale: attraverso la guida dell’educatore, i partecipanti potranno esplorare le opere attraverso il tatto per recepirne le forme, l’olfatto per esperirne gli odori e l’udito per ascoltare i suoni prodotti dalla sollecitazione dei materiali.
A seguire ciascuno potrà dare forma plastica alla propria visione interiore di uno dei soggetti affrontati in museo attraverso la modellazione della creta.

Destinatari
Tutte le scuole di ogni ordine e grado: il percorso sarà adattato all’età dei partecipanti; adatto anche a partecipanti con bisogni speciali (disabilità visive, motorie, cognitive).

Obiettivi specifici
– Stimolare l’uso di sensi diversi dalla vista, portando l’attenzione sull’analisi dei dati che da questi derivano;
– Stimolare il confronto di gruppo legato a percezioni diverse della realtà;
– Coinvolgere tutta la classe nello svolgimento di una stessa attività esperibile anche da potenziali alunni con bisogni speciali, creando inclusività.

“SALUTI VIVISSSIMIIII”. PRIMA DI WHATSAPP; LE CARTOLINE FUTURISTE DI GIACOMO BALLA

Nato dalle idee pubblicate nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti, il movimento futurista si sviluppa in un contesto sociale interessato da fermenti di forte rinnovamento: l’inizio del XX secolo, infatti, è contrassegnato dall’invenzione di tecnologie capaci di apportare enormi cambiamenti sul piano sociale. Il treno, la motocicletta, il telefono sono solo alcune delle “macchine” che determinano una sostanziale trasformazione della percezione del mondo e delle modalità di comunicazione. Nell’ottica di dare vita a una ricostruzione futurista del mondo, molti artisti futuristi aprono la loro ricerca alla creazione di prodotti innovativi, ideali per un pubblico di persone comuni. Il mezzo postale diventa quindi una delle vie privilegiate utilizzate per far circolare idee, nuove semantiche e nuove grafiche.
Giacomo Balla, in particolare, è noto per la creazione di cartoline postali: vere e proprie opere d’arte in miniatura realizzate in tempo reale utilizzando pastelli, acquerelli, inchiostri o smalti, e poi spedite via posta.
Il Museo Lercaro possiede numerosi lavori che testimoniano in modo unico l’originalità creativa del grande artista capace di creare neologismi, grafismi onomatopeici, composizioni che uniscono in modo sinestetico suoni, stati d’animo e visioni… “Parole in libertà” create da “FuturBalla”.
Il percorso si concentra sull’osservazione delle numerose cartoline di Balla presenti in collezione e sul carteggio intercorso tra il grande artista e la famiglia Ambron.

Laboratorio
Il laboratorio consisterà nella realizzazione di cartoline futuriste e verterà su due piste tematiche (o a scelta, su una sola delle due): le emozioni e i suoni.
I ragazzi verranno dapprima invitati a pensare individualmente a uno stato d’animo provato, e quindi già appartenente alla loro esperienza, traducendolo in forma grafica su una cartolina indirizzata a un destinatario preciso (un genitore, un amico, un familiare…).
La seconda fase prevede un lavoro collettivo: i ragazzi verranno suddivisi in gruppi ai quali sarà data una consegna tematica: la città, il bosco, un concerto… Ogni gruppo avrà a disposizione alcuni materiali con i quali sperimentare suoni e sonorità, attivate sia singolarmente sia all’unisono. Scelte le sonorità più pertinenti al tema dato, il gruppo realizzerà una cartolina onomatopeica capace di restituire graficamente e semanticamente i suoni scelti. Ogni cartolina sonora verrà presentata a turno da tutti i gruppi.
I materiali artistici a disposizione saranno gli stessi utilizzati da Balla: cartoncino, tempere, acquerelli, pastelli, smalti.

Destinatari
– Scuole secondarie di secondo grado

Obiettivi specifici
– Stimolare la manualità attraverso la creazione di lavori grafici basati sulla sperimentazione della linea e le sue possibilità di tracciato;
– Riflettere sulle possibilità creative offerte dalla lingua parlata e sulla correlazione del linguaggio con altre sonorità;
– Attivare il processo mentale di passaggio dal pensiero logico a quello analogico (astrazione e simbolizzazione);
– Riflettere sulle percezioni emotive esperite dando loro un nome (nel caso del lavoro individuale);
– Apportare il proprio contributo al lavoro di squadra (nel caso del lavoro collettivo).

LTRE TEMATICHE

La collezione del Museo è molto varia. Altre possibili tematiche che, a richiesta, possono essere affrontate sono:

– i fossili
– la creta
– il collage
– le stampe d’arte
– il libro d’artista
– il disegno dal vero
– il tema ecologico
– la pittura con gli inchiostri naturali
– i colori primari
– l’osservazione dell’opera d’arte attraverso le Strategie di Pensiero Visuale.

Il Museo, inoltre, è disponibile a progettare percorsi ad hoc.

Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento – PTCO

Il Museo è disponibile a sviluppare progetti di PTCO o a collaborare per integrare aspetti legati ai temi dell’arte all’interno di percorsi già attivi.

Mostre temporanee

È sempre possibile attivare progetti specifici basati sulle mostre temporanee proposte dal Museo.

A ognuno il suo mosaico
Il mosaico è una tecnica tanto antica quanto affascinante perché in grado di restituire allo sguardo immagini mai statiche, che si scompongono e si ricompongono al variare della luce e della posizione assunta da chi osserva. Utilizzata nel mondo orientale e occidentale, oggi questa tecnica entra a pieno titolo nell’arte contemporanea e offre importanti spunti di riflessione alla società, avvicinandosi alla configurazione “a pixel” di schermi e device digitali.
A partire dall’osservazione delle opere esposte nelle mostre LA SUPERFICIE DELL’ANIMA con opere di Marco De Luca e ÉCHOS DES VISAGES con opere di Clément Mitéran e Laurent Lafolie l’attività mira a ripercorrere la storia del mosaico, dal passato al presente, a metterla in relazione con l’oggi e a riflettere sulle molte possibilità offerte dalla scomposizione di una forma in tessere di luce e colore.

Laboratorio
Il laboratorio di rielaborazione personale consisterà nella realizzazione di un piccolo mosaico (circa 10×10 cm) attraverso l’utilizzo di tessere di pasta vitrea colorata. Dopo aver scelto il soggetto da rappresentare, ciascuno incollerà le tessere all’interno di una cassettina di legno, arrivando via via a comporre l’immagine. Al termine, gli spazi tra le tessere saranno riempiti con stucco, steso mediante piccole spatole.

Destinatari

  • scuole primarie (dai 7 anni)
  • scuole secondarie di I e II grado

Obiettivi specifici

  • Riflettere sulle diverse modalità di rappresentazione della realtà e, attraverso l’osservazione attiva delle opere in mosaico, dell’importanza della luce e del colore nella percezione di una forma;
  • Sviluppare le capacità manuali e creative, anche in relazione agli accostamenti cromatici e alle modalità di composizione di un’immagine, condividendo spazi e materiali.

Riutilizzare le parole: dal manoscritto al riciclo creativo
Il riuso delle pergamene e di frammenti di manoscritti membranacei e cartacei, anche miniati con preziose decorazioni, è una pratica antica che si è diffusa fin dal Medioevo per diverse ragioni: ottimizzare fino all’ultimo materiali resistenti e risparmiare sui costi.
Questa usanza – che alla luce dei valori contemporanei ha anche una dimensione ecologica legata alla salvaguardia di un numero maggiore di pecore (da cui la pergamena era tratta) e di un più basso tasso di abbattimento di piante (dalla cui macerazione deriva la carta) – ha permesso a molti frammenti di salvarsi e di arrivare fino a noi per raccontare, ciascuno, la propria storia.
L’attività prende avvio dalla mostra Post-scriptum. Tesori manoscritti di riuso dall’Archivio Arcivescovile di Bologna in dialogo con l’arte contemporanea di Antonello Ghezzi e Sara Vasini, e vuole riflettere sull’importanza della scrittura come mezzo di trasmissione di storie e sulla dimensione del riciclo come pratica di rispetto dei materiali e dei valori che questi hanno rappresentato per altri prima di noi.
In un momento storico in cui la scrittura manoscritta è sempre più sostituita dal ricorso a tastiere di cellulari e pc e nel quale la formulazione del pensiero è sempre più supportata dall’AI, questi frammenti ci ricordano da dove veniamo riproponendo allo sguardo l’importanza ma anche la bellezza del gesto manuale, un atto creativo a pieno titolo!

Laboratorio
Il laboratorio consisterà nella creazione di un proprio manoscritto su carta pergamenacea ricorrendo all’uso di penne a inchiostro liquido. Dopo aver scritto una breve storia secondo l’ispirazione personale, ciascuno potrà decorarla scegliendo ritagli di giornale e carte colorate da utilizzare per il collage unitamente all’uso dei pastelli acquerellabili o ai colori a tempera. Il lavoro finale riceverà un sigillo a ceralacca realizzato con timbro in ottone.

Destinatari

  • scuole primarie (dai 7 anni)
  • scuole secondarie di I e II grado

Obiettivi specifici

  • Entrare in contatto con documenti e grafie antiche e con modalità di utilizzo dello spazio di scrittura diverse da quelle utilizzate oggi;
  • Riflettere sull’importanza della scrittura manuale come abilità per la vita e come strumento che permette infinite possibilità creative;
  • Riflettere sul valore del riciclo come pratiche che ha un impatto sia ecologico sia economico;
  • Stimolare la manualità e la creatività.