La Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro
La “Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro” è sorta per iniziativa di numerosi ex allievi ed amici di Genova i quali, in occasione dell’ottantesimo compleanno del Cardinale, vollero costituirla a testimonianza del loro affetto, della stima e della riconoscenza all’antico e venerato Padre e Maestro.
Il Comitato promotore della Fondazione venne costituito presso l’Arcivescovado di Genova, alla presenza e con la partecipazione dell’allora Arcivescovo Card. Giuseppe Siri, anch’egli già allievo di don Lercaro al Seminario di Genova. A questi si unirono numerosi amici ed ex allievi di Bologne e, in data 30 dicembre 1972, la Fondazione venne formalmente costituita, con atto rogato in Bologna dal notaio Dott. Carlo Malaguti, presenti numerosi estimatori, amici ed ex allievi di Genova e di Bologna.
Scopo primario della Fondazione è quello di appoggiare e sviluppare le iniziative culturali e sociali promosse dal Card. Lercaro – con particolare riguardo al Collegio universitario “Villa S. Giacomo” – avendo cura che in ogni iniziativa sia mantenuto costante lo spirito del Fondatore.
Dopo un lungo e complesso iter burocratico, la Fondazione ottenne il riconoscimento giuridico con il D.P.R. n. 14 in data 6 gennaio 1976.
Secondo le indicazioni del Card. Lercaro, lo statuto della Fondazione prevedeva, inizialmente, che i suoi scopi fossero di portare aiuto a specifiche categorie di giovani e di anziani. Nel corso degli anni, a fronte di un considerevole ampliamento delle attività, lo statuto venne modificato al fine di inserire, nel 1989/90, un preciso riferimento all’attività svolta dalla Galleria d’Arte moderna “Raccolta Lercaro”. Infine su esplicita richiesta dell’Arcivescovo Card. Giacomo Biffi, nel 1998 un’ulteriore modifica dello statuto inserì tra gli scopi della Fondazione quello di costituire ed assicurare il proseguimento dell’Istituto “Veritatis Splendor”.
E’ doveroso precisare che la Fondazione ha, per volere dei fondatori, una veste giuridica puramente civile, ma è strettamente legata alla Chiesa ed a quella di Bologna in particolare. A seguito dell’ultima modifica dello Statuto, infatti, dopo Mons. Fraccaroli – Presidente a vita per volere dei fondatori – il Presidente della Fondazione verrà indicato dall’Arcivescovo pro tempore di Bologna. Da sempre, invece, i Consiglieri vengono proposti da Enti religiosi e, più precisamente: uno dall’Arcivescovo di Bologna; uno dal Presidente dell’Opera Diocesana “Madonna della Fiducia”; uno dal Presidente del “Pio Sodalizio dei Santi Giacomo e Petronio”; uno dalla Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII; uno dalla Madre Generale delle Piccole Suore della Sacra Famiglia; tre dallo stesso Presidente della Fondazione.
Se i primi due scopi dello statuto traevano la loro origine da precisi intendimenti del Card. Lercaro, per altro sviluppati in tempi diversi, le successive modifiche dello statuto sono state comunque pensate e realizzate avendo ben presente quale fosse il pensiero del Card. Lercaro in proposito.
Inizialmente, infatti, lo statuto della Fondazione proponeva uno specifico impegno a favore dei giovani e degli anziani. Si deve rilevare come questo interesse nei confronti di due specifiche categorie di persone siano sorti nell’animo del Cardinale in momenti successivi, ma a poca distanza l’uno dall’altro.
L’interesse per i giovani derivava chiaramente dalla volontà di sostenere ed agevolare l’attività dell’Opera “Madonna della Fiducia”, garantendone la prosecuzione della sua attività grazie anche all’aiuto della Fondazione. L’Opera in quanto tale, però, già nel 1967 era in grado di “camminare da sola”. E’ a questo punto che il Cardinale decide di affrontare, con il consueto impegno, anche il problema degli anziani.
Come sempre con il fondamentale aiuto della Provvidenza, nel 1967 iniziò la sua attività una prima Casa di riposo per anziani alla quale altre si aggiunsero successivamente.
Queste strutture, più volte ampliate e ristrutturate nel corso degli anni, dipendono dalla Fondazione e garantiscono la continuità del progetto che il Card. Lercaro, con infinita lungimiranza, propose per dare tangibile aiuto ai fratelli anziani che si trovano in situazione di difficoltà.
Lo specifico riferimento alla Galleria d’Arte moderna “Raccolta Lercaro” è stato invece inserito per consentire un adeguato sviluppo di un’iniziativa fortemente voluta dal Padre Giacomo il quale, avendo ricevuto in dono alcune opere d’arte da quattro professori dell’Accademia di Belle Arti di Bologna in occasione del suo ottantesimo compleanno, dispose che le stesse venissero raccolte in alcuni locali di Villa S. Giacomo per offrire ai suoi “ragazzi” l’opportunità di approfondire le proprie conoscenze in materia artistica con la visione diretta delle opere.
Dopo questa iniziale donazione, al Cardinale cominciarono a pervenire gli omaggi di numerosi altri artisti italiani ed esteri che andarono a formare quello che si può definire il nucleo iniziale della “Raccolta Lercaro”. Dopo la morte del Cardinale, grazie all’opera di Mons. Fraccaroli e di molti amici e benefattori, il numero delle donazioni pervenute andò costantemente crescendo fino a giungere alla consistenza attuale di circa 1700 pezzi di pittura e scultura e ceramica ai quali si devono aggiungere circa 400 opere tra disegni e grafica.
Due sono i momenti determinanti dell’attività della “Raccolta Lercaro”. Il primo ebbe luogo nell’aprile del 1989 quando la raccolta venne formalmente inaugurata dal Card. Giacomo Biffi. Infatti, anche se già da tempo le opere erano esposte nei locali di Villa S. Giacomo, in quella occasione vennero per la prima volta presentate secondo precisi criteri espositivi, indicati dall’allora direttore, Prof. Franco Solmi.
Dopo questa prima inaugurazione – che diede considerevole notorietà alla Raccolta – è seguito un lungo periodo nel corso del quale si sono precisati i criteri di acquisizione delle opere e, soprattutto, si è avuto un fortissimo incremento delle donazioni da parte degli artisti, delle loro famiglie e di benefattori.
Il momento culminante di questa considerevole attività è stata certamente l’inaugurazione della nuova sede espositiva della raccolta che ha finalmente trovato degna collocazione nei locali appositamente ristrutturati che si trovano ai primi piani del palazzo di via Riva di Reno dove ha sede anche l’Istituto “Veritatis Splendor”.
Avvenimento di grande importanza, si diceva, come volle sottolineare il Card. Biffi quando, all’inizio del suo saluto, disse: “Oggi è un bel giorno. E’ un bel giorno per noi che veneriamo e amiamo il cardinal Giacomo Lercaro, e siamo lieti di vedere il suo nome, la sua eredità spirituale, il suo genio, felicemente rievocati, custoditi, onorati qui, nel cuore della sua città episcopale, da questa prodigiosa collezione d’arte”.
Ma il discorso certamente più ampio che si deve affrontare a proposito degli scopi di questa Fondazione è quello che si riferisce, appunto, alla creazione ed al sostegno dell’Istituto “Veritatis Splendor”.
Come già detto la Fondazione è stata sollecitata ad impegnarsi in questo senso proprio dal Card. Giacomo Biffi il quale, valutando con estrema attenzione quelle che furono le intenzioni che mossero l’attività nel settore della cultura del Card. Lercaro, ha saputo riconoscerne la lungimiranza e la passione apostolica che lo guidavano. Proprio per questo motivo ha voluto riprendere il cammino del suo predecessore, avvalorando quanto era già stato realizzato e completandone il disegno secondo le nuove opportunità fornite dall’evolversi dei tempi.
Accettando prontamente la proposta del Card. Biffi, la Fondazione ha dato vita all’Istituto “Veritatis Splendor” – segno permanente della fruttuosità del XXIII Congresso Eucaristico Nazionale – e ne ha stabilito come fini fondamentali la formazione umana e cristiana delle nuove generazioni, la promozione culturale e la ricerca scientifica.
Nello stesso tempo la Chiesa di Bologna è entrata in possesso di un vasto edificio in via Riva di Reno – la Casa della Misericordia – e lo stesso si è rivelato provvidenziale per dare all’Istituto gli spazi necessari a muovere i primi passi.
Queste, sia pure a grandi linee, le premesse. Da quel momento è stato tutto un succedersi di attività cresciute in maniera esponenziale: dopo una prima riorganizzazione dei locali di via Riva di Reno, grazie alla quale l’Istituto ha potuto iniziare la sua attività, è apparsa subito evidente la necessità di una significativa ristrutturazione e messa a norma di tutto l’immobile, chiaramente fatiscente.
Per far fronte ai costi di tale intervento è stata interessata al problema la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna la quale, in tempi diversi e sotto la guida di due successivi Presidenti, ha contribuito alla ristrutturazione dell’immobile.
La redazione del progetto è stata affidata al Nuovostudio di Ravenna, guidato da un ex allievo di Villa S. Giacomo, l’Ing. Gianluca Bonini, e dal suo collega, Arch. Emilio Rambelli, sempre seguiti e sostenuti dall’esperienza e competenza di Mons. Fraccaroli. Nel corso della progettazione – come già detto per un’intuizione del Card. Biffi – si è deciso di integrare nel complesso dell’Istituto anche le nuove sale espositive della “Raccolta Lercaro”.
I lavori sono stati eseguiti nell’arco di circa tre anni anche perché, con il procedere degli stessi, si sono evidenziati gravi problemi strutturali che hanno richiesto un lungo e difficile lavoro di consolidamento delle colonne portanti e dei solai.
Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti. L’immobile dispone di quasi 8.000 mq. complessivi dei quali circa 2.000 sono a disposizione della “Raccolta Lercaro” (praticamente tutto il piano interrato, il piano terreno e la parte del primo piano che si affaccia su via Riva di Reno), tutto il resto dell’edificio compete all’Istituto “Veritatis Splendor”.
Nel corso del 2003 sono stati inaugurati dapprima i locali destinati alla “Raccolta Lercaro”, nel mese di maggio; in ottobre poi è stata la volta del complesso dell’Istituto “Veritatis Splendor”.
Ma vediamo quali sono le attività svolte nella Casa della Misericordia.
Abbastanza evidente che la raccolta svolga la sua attività, in primo luogo, rimanendo aperta al pubblico mentre, con cadenza periodica, vengono allestite, in appositi spazi, mostre temporanee a tema o monografiche. Si deve comunque rilevare che, in questi primi anni di apertura, l’afflusso del pubblico è costantemente aumentato.
Per quanto riguarda l’Istituto, si può certamente dire che in linea di principio all’interno della sua azione – sempre orientata dalla fede – potrà rientrare tutto ciò che è consentito definire “culturale”. E’ evidente come, però, in questa che a buon diritto si può considerare la sua prima fase di attività, sia indispensabile operare delle scelte che possano, in qualche modo, essere immediatamente fattibili. In un secondo tempo il programma potrà ampliarsi sulla base di quanto verrà suggerito dagli eventi e dalle opportunità.
A questo proposito è necessario e fondamentale tenere presente quanto ha indicato, nella sua prima nota pastorale, l’Arcivescovo di Bologna, il Card. Carlo Caffarra il quale, dopo aver precisato che «l’IVS è il soggetto responsabile della ricerca e dell’elaborazione delle fondamentali linee orientative dell’educazione al quale – nelle forme e nei modi dovuti – gli altri soggetti della Chiesa bolognese devono fare riferimento» ha voluto richiamare l’attenzione sulla proposta formativa offerta dall’IVS precisando: «Essa, lo ripeto ancora una volta, non intende sostituirsi agli altri soggetti propositivi ma, sotto la responsabilità diretta del vescovo, intende proporre le fondamentali linee orientative, indicare i punti cardinali entro i quali chiunque abbia responsabilità educative nella Chiesa può e deve muoversi».
Il Card. Caffarra quindi scrive:
«Per il prossimo anno, dopo attenta riflessione ho ritenuto di offrire due percorsi formativi.
- Il primo mira a un’elevazione dell’intelligenza della fede, perché il credente viva secondo la verità nella carità. Il percorso formativo offre le seguenti proposte fondamentali che ora brevemente indico.
- L’articolazione fede-ragione è oggi uno dei punti più problematici dell’esperienza cristiana, anche sa molti – la maggior parte dei fedeli – non ne sono consapevoli.
La prima proposta quindi si articolerà in due offerte formative (due corsi): l’una è una guida alla scoperta della razionalità umana, nelle sue tre fondamentali espressioni (scienza, filosofia, teologia); l’altra è una guida alla comprensione della natura della fede e del suo atto, cuore della vita cristiana, poiché è dalla fede che viene generata la speranza e la carità; - Esiste oggi la necessità assoluta di far conoscere ciò che crede la Chiesa: di sapere (non ancora capire) ciò che crede la Chiesa. Saperlo in modo completo e organico. Lo strumento fondamentale è il
Catechismo della Chiesa Cattolica.
Sarà offerta perciò una guida al catechismo. - Dopo i due percorsi precedenti, l’IVS offre una terza possibilità formativa di decisiva importanza.
La s. Scrittura è la norma del pensiero e della vita della Chiesa, la parola di Dio che ci schiude la visione della realtà nel suo più intimo significato e verità: il disegno del Padre in Cristo. E’ fondamentale quindi per un cristiano “saper leggere” le Scritture.
Viene pertanto proposto un corso che guida a una lettura ecclesiale unitaria della sacra Scrittura, avendo chiaro che la chiave interpretativa è una sola: Cristo Gesù. - Infine il cristiano maturo deve sapere come si muove e come si regola in modo ordinato la vita interna del corpo di Cristo che è la Chiesa. Per questo viene offerto un corso di Diritto Canonico che presenta la struttura fondamentale del “corpo ecclesiale”.
- L’articolazione fede-ragione è oggi uno dei punti più problematici dell’esperienza cristiana, anche sa molti – la maggior parte dei fedeli – non ne sono consapevoli.
- Il secondo percorso è di grande importanza: la quaestio. Vengono organizzati incontri nei quali si pone un problema di particolare urgenza e importanza. Si invitano alcune persone particolarmente competenti che dovranno porre in modo preciso la questione. Chi partecipa deve intervenire ponendo domande, difficoltà contro le soluzioni proposte, proponendo risposte argomentate.
E’ uno strumento per educare a un giudizio ragionevole e credente sui grandi dibattiti contemporanei.
Questo secondo percorso potrà essere programmato, per le tematiche affini, in stretta collaborazione con la Scuola diocesana di formazione sociale e politica e il Centro di iniziativa culturale, già operanti all’interno dell’IVS.»
